Una Serie di Sfortunati Eventi, cinema e letteratura si fondono per una lezione sulla resilienza

Una serie di sfortunati eventiDi solito, le storie d’avventura che vedono protagonisti dei bambini iniziano con la loro presenza in un luogo familiare, in cui spesso sono cresciuti e dove dovranno fare ritorno, che diventa il simbolo del lieto fine. C’è invece una storia che inizia con una casa che brucia, con dei genitori periti nell’incendio e tre ragazzini costretti ad abbandonare la loro serenità e intraprendere un’avventura non desiderata e sempre più pericolosa. Una Serie di Sfortunati Eventi, collana di libri da cui sono stati realizzati un film e una serie tv omonimi, è il racconto delle loro funeste peripezie dove si narra ciò che non potrebbe essere narrato, ovvero cosa può accadere quando il lieto fine non c’è.
Lemony Snicket, narratore onniscente, avverte lo spettatore che nessun evento felice sarà presente nella vicenda dei protagonisti, i fratelli Baudelaire. Eppure, se si decide di continuare ad ascoltarlo, ci si imbatterà in un sorprendente racconto di formazione. Catapultati da un luogo all’altro, i Baudelaire devono cercare un tutore affidabile, mentre alle loro calcagna un malvagio Conte tenta in ogni modo di catturarli e mettere le mani sulla loro eredità. A rendere le cose sempre più difficili un mondo crudele, cinico e mordace che non smette di infittire la trama di misteri e di impedire la loro risoluzione.

Una serie di sfortunati eventi

Questa realtà paradossale e grottesca risveglia nei Baudelaire quella sensazione di timore e incomprensione che nasce quando si è costretti a confrontarsi con un ambiente sconosciuto e minaccioso. Indifeso e disorientato, assieme a loro lo spettatore, nel vederli perdere tutto in continuazione, potrebbe pensare che il momento di fermarsi ed arrendersi arrivi presto, eppure i Baudelaire non possono e non vogliono farlo: c’è troppa tenacia nel voler svelare i misteri in cui sono incappati e troppa forza nel cercare un lieto fine anche per dei ragazzi sfortunati come loro. Per questo, i tre remano contro gli eventi tristi che li circondano attraverso le uniche armi che possiedono: il ragionamento e la conoscenza. Diventando gli unici custodi di qualità positive, i piccoli protagonisti compiono scelte migliori rispetto agli adulti, lottano per difendere i loro ideali e si costruiscono un futuro migliore.
Se Snicket resta solo un personaggio fittizio che racconta una storia fuori dall’ordinario, Una Serie di Sfortunati Eventi, attraverso l’esagerazione della negatività, insegna ad essere resilienti: dal latino “salio” che può essere anche tradotto con “risalire su una barca capovolta dal mare”, la resilienza è quella nobile capacità di resistere, di rimanere sensibili ed umani di fronte ad eventi traumatici e di riuscire a trovare nelle avversità quelle occasioni utili per ribaltare la situazione. La vicenda invita gli spettatori ad essere i nuovi Baudelaire nella società reale e mostra come si possano accettare le sue sfide anche da svantaggiati, quanto questo ci aiuti a migliorare e come sia possibile trovare una valida alternativa proprio quando le circostanze sembrano suggerire il contrario. Non è un caso, infatti, che l’oggetto guida dell’intera storia sia un cannocchiale, uno strumento che permette di avvicinare ciò che è lontano per osservarlo meglio e, per questo motivo, un simbolo di curiosità e lungimiranza.

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Informazioni su Benedetta Munalli

Fin da piccola appassionata di storie e di ogni arte che possa raccontarle, si laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo all'Università La Sapienza. Il fascino della scrittura la indirizza verso la sceneggiatura e la produzione audiovisiva, mentre la curiosità per le bizzarrie della natura e della mente umana, verso la scienza e la psicologia. Ama guardare film, leggere e scrivere racconti, prediligendo le storie dell’orrore e di fantascienza.
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