Sant’Andrea De Scaphis, la particolare galleria romana di Gavin Brown

Urs Fischer

©Gavin Brown’s Enterprise

La galleria romana di Gavin Brown fino all’11 novembre ospita Bliss, un’imponente opera in plastilina dell’artista svizzero Urs Fischer, destinata ad essere progressivamente trasformata dagli interventi dei fruitori della galleria

Oltre ad essere un’indiscussa attrazione turistica, il Rione di Trastevere nasconde innumerevoli meraviglie di cui non tutti sono al corrente. Tra di esse dal 2015 uno spazio molto suggestivo anima la parte meno turistica e più “autentica” del quartiere, quella nei pressi del convento di santa Cecilia e a ridosso di Porta Portese. Si tratta di uno di quei luoghi in cui ci si può imbattere per caso e davanti cui si può passare davanti senza neppure notarlo. Un piccolo portone nasconde la galleria d’arte appartenente al newyorkese Gavin Brown, già patron della Gavin Brown’s Enterprise, allestita nella chiesa sconsacrata di Sant’Andrea De Scaphis, ovvero un antico oratorio dell’VIII secolo fino a qualche tempo fa funzionante come laboratorio di falegnameria. Lo spazio stesso della galleria, raccolto e restaurato mantenendo l’impianto originale, è talmente suggestivo che si presta alla più sfrenata immaginazione.
Dopo l’esposizione della Fiat Panda ricoperta di candele Mark Handforth, fino al prossimo 11 novembre Gavin Brown presenta Bliss, un’opera in plastilina dell’artista svizzero Urs Fischer. La grande scultura raggiunge quasi tre metri d’altezza dominando interamente lo spazio, fattore che già da solo fa subito il suo effetto sul visitatore. Appena si entra, la si vede di spalle, amplificando il senso di enigma e di stupore. La scultura è un busto di una donna, il cui viso in un’espressione estatica con gli occhi chiusi e un sorriso morbido, è rivolto verso l’altare vuoto – unico ricordo della precedente funzione religiosa dello spazio.

Urs Fischer

©Anait Abramyan

Essendo Bliss realizzata in plastilina, un materiale più malleabile dell’argilla e facile da manipolare, il pubblico viene invitato a modificare la scultura, colorandola, modellandola e lasciando iscrizioni sulla sua superficie bianca, potendo addirittura salirvi sopra fisicamente, diventando parte stessa dell’opera d’arte. Il lavoro infatti è destinato ad essere progressivamente trasformato dagli interventi dei fruitori della galleria. Nulla di strano: l’arte contemporanea ormai è inimmaginabile senza la partecipazione e il coinvolgimento dello spettatore. Come in numerose opere passate, Fischer concentra la sua attenzione sul processo creativo e distruttivo e sulla trasformazione dei materiali: a differenza delle sue precedenti sculture in argilla o in cera destinate a una inesorabile distruzione, Bliss si presenta come un’immagine aperta che può essere costantemente ridefinita e rigenerata. Ogni alterazione segna una nuova fase: nessun intervento è definitivo e ogni gesto è potenzialmente reversibile.

Nonostante il fatto che il busto della donna sia rivolto verso quello che era l’unico altare della chiesa, i suoi occhi sono serrati. È ovvio che la scultura possa essere interpretata in qualsiasi modo, tanto che uno dei visitatori le ha anche anche dipinto gli occhi, ma forse è proprio in questa sua “cecità” originale che si nasconde il suo significato: non è questa la metafora di quello che è diventata la religione per noi nel mondo di oggi?
Noi crediamo di stare davanti al nostro Dio, ma i nostri occhi sono chiusi. Abbiamo dimenticato che Dio è sempre unico, interpretiamo la religione in modo strano, crediamo che il nostro credo sia l’unico giusto e possibile. Lo stesso Gavin Brown riguardo alla mercato dell’arte afferma:

“L’arte è industria, non è più un affare per animi delicati”.

Tuttavia proprio in quell’esporre la scultura in contemplazione davanti all’altare vuoto, troviamo la prova del contrario. L’arte è sempre stata e sempre sarà l’affare per quelli che sanno sentire.

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Informazioni su Anait Abramyan

Attualmente laureanda in studi storici-artistici presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, sono qui per condividere con voi la mia passione per l’arte e la vita. Da sempre amo leggere e scrivere: fin da quando ho memoria. Amo viaggiare e catturare i momenti più spettacolari con la fotocamera. Amo il cinema e tutto ciò che ci dà ispirazione e ci fa capire quanto sia bello il nostro mondo.
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