Martin Bogren, la sua ITALIA onirica e rarefatta

Martin Bogren

Martin Bogren©ITALIA

ITALIA è l’ultimo intimo progetto fotografico di Martin Bogren, un viaggio in un universo emotivo e senza tempo dai contorni sfocati e granulosi, dove il “sublime quotidiano” assume forme liriche e poetiche

 

A metà dell’Ottocento Goethe ci lasciava testimonianza scritta dei luoghi visitati durante il suo iniziatico Viaggio in Italia, non solo descrivendoli, ma annotandone impressioni, sensazioni e tutto quell’universo di emozioni che ogni luogo era stato capace di stimolare. Esattamente due secoli dopo con un diverso mezzo espressivo, ma con la stessa intensità emotiva, il fotografo svedese Martin Bogren ha trascritto per immagini un intimo e personale diario del suo viaggio in Italia intrapreso tra il 2013 e il 2015. Le “cartoline” delle città che visita come Napoli, Palermo o Roma, sono ben lontane dal voler essere in qualche modo descrittive di un luogo o di una geografia: all’approccio documentaristico Bogren sostituisce quello emotivo e poetico, realizzando un reportage fotografico dalle atmosfere oniriche e rarefatte, che rifugge ogni intento di attribuire ai suoi scatti una dimensione temporale. L’unica dimensione che le sue fotografie suggeriscono è quella interiore, evocando un viaggio dell’anima dai contorni sfocati e granulosi dove anche le immagini ben presenti nella nostra memoria visiva assumono volti sconosciuti. E così il rinomato e familiare profilo del Vesuvio evoca sconosciuti monti di antiche stampe giapponesi, così come i ritratti o i contorni di un’anonima strada ricordano una certa pittura impressionista, un pointillisme in cui la superficie si scompone in piccoli punti fino a renderla visivamente ruvida, scabrosa.

Martin Bogren

Martin Bogren©ITALIA

Martin Bogren

Martin Bogren©ITALIA

Il bianco e nero mai nitido delle sue fotografie dona ai soggetti rappresentati e ai loro semplici gesti quotidiani, un’atmosfera sospesa nel tempo, tempo in cui ognuno può ricollocare emotivamente i propri ricordi e le più intime associazioni. Il suggestivo effetto è accentuato dalla particolare stampa su vecchia carta in grammatura 50, una carta sottile come quella usata per i quotidiani che reagisce al tempo, ingiallendo e modificandosi, amplificando la sensazione di straniamento dalla realtà.

Martin Bogren

Martin Bogren©ITALIA

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Martin Bogren©ITALIA

Martin Bogren

Martin Bogren©ITALIA

Martin Bogren

Martin Bogren©ITALIA

In esposizione negli spazi della Galleria Interzone fino al prossimo 29 settembre, la bellissima mostra curata da Michele Corleone presenta una trentina di stampe in formato 60×85 cm, impressionata proprio su questa particolare carta, senza né cornici né filtri protettivi che ne possano alterare la visione, che azzarderei a definire “contemplazione”. Appese alla parete di questa piccola galleria, sempre attenta ad ospitare una fotografia raffinata e di spessore, appare chiaro lo sguardo discreto di un osservatore sedotto da ciò che guarda, ma mai invadente e che, come scrive nel breve testo che accompagna il catalogo ITALIA, proprio in questo viaggio sembra aver trovato un nuovo senso al suo camminare e al suo scattare:

“Cammino senza meta da giorni, ormai. Strada dopo strada. Il cuore pesante, la solitudine come unica compagna. Ho dimenticato perché sono qui e cosa sto facendo. La mano stretta sulla macchina fotografica…sono pervaso dall’intensità e da una presenza – una connessione con la gente intorno a me. Sento la loro energia, percepisco le loro vibrazioni. La più piccola variazione delle loro espressioni, i movimenti delle mani e i gesti. Ogni cosa acquisisce un significato…”

 

Un significato che si allontana dalle motivazioni pratiche di “documentare la realtà”, ma che sembra piuttosto rimandare al principio estetico de “l’arte per l’arte” dove il senso più profondo di questo tipo di approccio fotografico, così lirico e poetico, appare essere esclusivamente la pura ricerca della bellezza.

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Informazioni su Valentina Gallinari

Fondatrice di Octopus Art Magazine, è una storica dell'arte che ama la fotografia e i linguaggi artistici contemporanei. Laureata presso l'Università degli Studi di Perugia con una tesi su censura e trasgressione, continua ad approfondire le tematiche della violazione dei tabù, dell'universo simbolico dei rituali e a narrare tutto ciò che vale la pena di essere raccontato.
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