Tra onirico e sperimentazione: la suggestiva fotografia di Monica Carocci

Monica Carocci

©Monica Carocci, Relax and swim

Artista di fame internazionale, le opere di Monica Carocci, oltre che in alcuni musei di Roma, Boston, Danimarca, sono presenti nella Galleria d’Arte online Singulart, che offre ai collezionisti una selezione di opere di artisti di tutto il mondo.

Fotografie che sembrano pitture o negativi, distanti dalla fedele rappresentazione della realtà oggettiva, ma che sembrano invece sondare un paesaggio interiore, quei territori del proprio essere rimasti ancora inesplorati stimolati da frammenti di memoria che riaffiorano attraverso immagini smaterializzate. Quella di Monica Carocci, artista romana ma torinese d’adozione, è una fotografia onirica e surreale, fatta di atmosfere sospese e atemporali frutto di un diretto intervento manuale in camera oscura durante la fase di sviluppo dei negativi. La fotografa infatti, nell’ottica di una continua sperimentazione e di ricerca di linguaggi artistici non convenzionali, concepisce l’immagine iniziale mutuata dalla realtà come punto di partenza per successive manipolazioni pittoriche, graffi, abrasioni e strappi fino ad ottenere l’impressione emozionale desiderata. L’effetto di atemporalità è poi accentuato dal particolare supporto di carta baritata che Monica utilizza per la stampa, una carta che permette di mantenere lo stesso aspetto di una stampa ai sali d’argento amplificando il potenziale espressivo dell’immagine, consentendo inoltre di ottenere neri molto profondi, esaltare le tonalità neutre e di valorizzare tutte le sfumature e le finezze della foto, ma al contempo donando una granulosità e ruvidezza che toglie nitidezza ai contorni contribuendo a creare quelle caratteristiche atmosfere sospese.

Monica Carocci

©Monica Carocci, Il bagno 2

Abbiamo avuto il privilegio di intervistare Monica Carocci che ci ha raccontato della sua poetica espressione artistica, svelandoci anche qualche anticipazione sul suo prossimo progetto.

– Dando uno sguardo d’insieme alla tua produzione artistica emerge che hai cominciato a produrre immagini già a partire dagli anni Ottanta. Come è avvenuto il tuo approccio al mezzo fotografico?

In maniera autodidatta. Ho seguito e guardato bravi fotografi e stampatori.

– Cos’è cambiato oggi rispetto a quel contesto culturale?

Parecchie cose. Noi abbiamo cavalcato la trasformazione digitale del pianeta e tutte le conseguenze che ne sono derivate, anche culturali.

– È ormai consuetudine della critica affermare che il tuo modo di concepire la fotografia oltrepassa i comuni confini della rappresentazione della realtà diventando altro, qualcosa che ha a che fare con la pittura e con sconosciuti paesaggi interiori. Quanto della tua intimità e della tua storia personale c’è nelle immagini che produci per riuscire ad entrare così in empatia con i fruitori delle tue opere?

Ovviamente c’è tanto: l’occhio è mio, io sviluppo i negativi e stampo ogni singola opera più volte se necessario. Trascorro molto tempo in camera oscura.

-Le tue fotografie sono frutto di una continua sperimentazione che in camera oscura ti porta a manipolare l’immagine iniziale con graffi, abrasioni, bruciature, variazioni cromatiche, strappi e rotture che spesso logorano i bordi della particolare carta di stampa utilizzata. Quanto conta per te la manualità artigianale sull’effetto finale della fotografia, per antonomasia sinonimo di infinita riproducibilità tecnica?

Come dicevo prima, il lavoro in camera oscura è fondamentale nel mio percorso. Faccio praticamente copie uniche, la tiratura si riferisce al numero di stampe in commercio che fanno capo al fotogramma, ma la riproducibilità è impossibile.

-Il tuo lavoro spazia dalla rappresentazione geometrica dell’ambiente urbano alla figura umana, ai ritratti, ai paesaggi naturali, agli animali. Qual è il soggetto con cui ti senti più a tuo agio e che meglio ti rappresenta?

Amo le architetture ma non mi sento legata ad un soggetto particolare.

-Tu scatti rigorosamente in analogico e per ottenere il suggestivo effetto di “smaterializzazione” delle immagini utilizzi la carta baritata, un particolare supporto che permette di mantenere lo stesso aspetto d’antan di una stampa ai sali d’argento. Credi che il futuro della fotografia risieda nell’abbandono del digitale per un malinconico ritorno all’analogico e alle antiche tecniche di stampa?

Assolutamente no. Pur fotografando in analogico utilizzo il digitale per altri scopi e mi è molto utile. Scatto e stampo in analogico, la carta baritata è una carta fotografica molto comune e le mie stampe sono il frutto degli alogenuri d’argento perché questo è il mio linguaggio. Non è contrario alla fotografia digitale, è solo diverso. Come dire che un pittore preferisce i colori ad olio piuttosto che acrilici. Non buono o cattivo, semplicemente diverso, anche se i risultati noi li chiamiamo con lo stesso nome “dipinto” oppure “fotografia”.

-Prediligi il bianco e nero perché credi abbia un impatto emotivo maggiore?

Prediligo il bianco e nero perché posso stamparlo io.  Ho fatto qualcosa a colori ma ho il terrore che negli anni vada a perdersi l’intensità del colore sulle stampe . La carta baritata mi garantisce una lunga vita delle opere.

-Stai lavorando ad un nuovo progetto in questo momento?

Ho appena terminato un bellissimo progetto creato insieme all’associazione CuteProject che si occupa di volontariato in Benin e in Uganda. Sono dei chirurghi plastici e mi hanno invitato a documentare il loro operato in Africa. Da questa esperienza abbiamo creato una mostra curata da Olga Gambari che si è spostata da Torino a Roma e un libro intitolato “Uganda ma dove lo trovate il tempo”.

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Informazioni su Valentina Gallinari

Fondatrice di Octopus Art Magazine, è una storica dell'arte che ama la fotografia e i linguaggi artistici contemporanei. Laureata presso l'Università degli Studi di Perugia con una tesi su censura e trasgressione, continua ad approfondire le tematiche della violazione dei tabù, dell'universo simbolico dei rituali e a narrare tutto ciò che vale la pena di essere raccontato.
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