Festival della Letteratura di viaggio: strade, confini e immaginazione alla scoperta del mondo

Festival della letteratura di viaggio

Mappa del cartografo veneziano A. Zatta che illustra il cosiddetto passaggio a Nord-Ovest, 1776

“Non c’è niente di più bello dell’istante che precede il viaggio, l’istante in cui l’orizzonte del domani viene a renderci visita e a raccontarci le sue promesse” Milan Kundera

 

In occasione della sua X edizione, il Festival della Letteratura di viaggio ha oltrepassato i confini della Capitale per far tappa in tre diverse regioni: dopo Ostuni e Benevento, dal 21 al 24 settembre il Festival si concluderà a Roma per cinque intensi giorni di mostre fotografiche, incontri, conversazioni, workshop e laboratori.
Promosso dalla Società Geografica che proprio quest’anno celebra il 150° anniversario della sua fondazione, il Festival è dedicato al racconto del mondo, di luoghi e culture (vicini e lontani) attraverso diverse forme di narrazione del viaggio: dalla letteratura alla geografia, dalla musica alla fotografia, dall’antropologia al teatro, dalla fotografia al giornalismo e alla storia. La ricca programmazione della manifestazione vuole dunque porre l’attenzione sul racconto dell’esperienza della peregrinazione, e in particolare su quello speciale genere letterario e su quegli autori che fin da ragazzi ci fanno sognare e accompagnano nella scoperta del mondo, narrando di luoghi esotici e di abissi, reali e immaginari, di incredibili avventure e di grandiosi personaggi: dai viaggi lunari di Cyrano de Bergerac fino a Calvino, passando per Omero, Erodoto, Marco Polo, Conrad, Swift, Stevenson e Jules Verne. Quella speciale narrazione che fa oltrepassare qualsiasi confine geografico e fa esplorare terre e popoli sconosciuti, dove l’incontro con l’altro e con l’altrove è sempre un profondo momento di confronto e conoscenza.

Festival della letteratura di viaggio

Guillaume de L’Isle e Tobias Conrad Lotter, “Mappa totius mundi : adornata juxta observationes dnn. academiae regalis scientiarum et nonnullorum aliorum secundum annotationes recentissimas”, mappa del mondo del 1775

Dopo le tappe a Ostuni e Benevento, l’apertura del Festival a Roma avverrà a Villa Medici il prossimo 21 settembre con l’incontro con lo scrittore franco-marocchino Tahar Ben Jelloun, viaggiatore-narratore d’eccezione “che con la sua opera e testimonianza ha saputo raccontare ed evocare luoghi e culture, paesi e genti e promuovere il dialogo interculturale e il rispetto per l’altro”. Nei meravigliosi giardini di Villa Celimontana invece la serata di venerdì 22 sarà dedicata a Jules Verne con la messa in scena dello spettacolo teatrale Intorno al mondo in 72 giorni. Il viaggio di Nellie Bly, liberamente tratto dal diario di viaggio della ventiquattrenne giornalista americana che nel 1889, sedici anni dopo l’uscita del romanzo Il giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne, compì davvero il viaggio da New York all’Europa, da Aden a Yokohama e ritorno, mentre sabato 23 sarà la volta della serata dedicata a Joseph Conrad in cui, per celebrare il 150° anniversario della nascita dello scrittore polacco, verrà portato in scena lo spettacolo Cuore di tenebra tratto dall’omonimo romanzo del 1899. Tra mostre fotografiche, laboratori di diari di viaggio, passeggiate antropologiche e filosofiche, diversi saranno anche gli omaggi ad autori quali Chatwin, Kapuściński e Kerouac, oltre all’incontro con lo scrittore e giornalista Paolo Rumiz e conversazioni con geografi, fotografi, poeti, filosofi e antropologi.

Festival della letteratura di viaggioUn viaggio nel mondo e attraverso di esso per una riflessione sul senso e sull’esigenza di quell’andare che ha spinto uomini di tutti i tempi e luoghi a partire, esplorare, navigare e attraversare terre e mari minacciosi e a lasciarne testimonianza. Una riflessione sui confini e le frontiere, sui pellegrinaggi e le migrazioni che, ieri come oggi, spostano flussi enormi di individui, trasformando e arricchendo di continuo il concetto stesso di viaggio: dall’esplorazione geografica dei tempi antichi a formazione culturale e umana del Gran Tour, dall’emigrazione per la sopravvivenza fino ai, non meno importanti ed emozionanti, viaggi immaginari.           

 

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Informazioni su Valentina Gallinari

Fondatrice di Octopus Art Magazine, è una storica dell'arte che ama la fotografia e i linguaggi artistici contemporanei. Laureata presso l'Università degli Studi di Perugia con una tesi su censura e trasgressione, continua ad approfondire le tematiche della violazione dei tabù, dell'universo simbolico dei rituali e a narrare tutto ciò che vale la pena di essere raccontato.
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