Blink Circus, in mostra il visionario mondo di Lorenzo Mastroianni

Blink Circus

Blink Circus ©Lorenzo Mastroianni

Dopo otto anni di tour per le piazze e le strade di tutta Europa, Blink Circus fa tappa a Roma nella Galleria 291 Est, per mostrare fino al 15 dicembre il suo affascinante universo surrealista

“L’intima natura delle cose ama nascondersi”, tanto che a volte si rende necessario l’utilizzo di una lente d’ingrandimento e un’accurata osservazione per poter comprendere a fondo ciò che di meraviglioso ci si trova davanti. Come per le opere di maestri come Joel-Peter Witkin e Jan Saudek infatti, si fa fatica a comprendere con un primo superficiale sguardo se le fotografie surrealiste di Lorenzo Mastroianni siano effettivamente riproduzioni della realtà o illustrazione pittoriche, così come è necessario scavare meglio per capire a fondo in cosa consista esattamente il meraviglioso e affascinante progetto artistico Blink Circus. Si tratta di arte circense, installazione, fotografia, scenografia o video? Blink Circus è esattamente tutto questo, fuso in un’unica grande opera itinerante racchiusa in uno chapiteau e in continua evoluzione, la cui natura nomade ed errante, come nell’autentica tradizione circense, ad oggi gli ha fatto già toccare più di 200 festival in tutta Europa. Dopo otto anni di tour per le piazze e le strade del continente Blink Circus fa tappa a Roma nella Galleria 291 Est che fino al prossimo 15 dicembre ospiterà nei suoi spazi l’intera serie d’installazioni.

Blink Circus

Blink Circus, Courtesy Galleria 291 Est

Sette capitoli, uno per ogni anno a cominciare dal 2010, ovvero sette diversi progetti fotografici esposti in una galleria in miniatura e in sei carillon, costruiti con i materiali e i frammenti utilizzati per realizzare le scenografie dei progetti corrispondenti, tutto completamente ideato da Mastroianni che ne cura anche l’allestimento e i costumi. Ogni capitolo è costruito da una serie di immagini che si ispirano alle atmosfere dei primi dagherrotipi, fotografie surrealiste circensi che proiettano direttamente nel visionario mondo di Mastroianni, citando e rendendo omaggio ad opere e maestri a cui l’artista sembra trarre ispirazione. Il primo capitolo è un omaggio a Luci della ribalta di Chaplin con clown e ballerine di danza classica, e insieme un tributo al fotografo ceco Jan Saudek da cui prende in prestito l’atmosfera onirica delle figure femminili  ritratte sullo sfondo di una parete dall’intonaco scrostato.

Blink Circus

Blink Circus ©Lorenzo Mastroianni

Si prosegue poi con la tematica circense ispirata al mondo di Fellini e ai suoi film Le notti di Cabiria e I clowns, omaggiando al contempo i fotografi Hoyningen Huene e Philippe Halsmann.

Blink Circus

Blink Circus ©Lorenzo Mastroianni

Nella trilogia sul colore con la stessa base scenografica, l’installazione in bianco rende omaggio all’architettura razionalista e al Bauhaus con un tributo al fotografo Horst P.Horst e al Balletto Triadico ideato negli anni ’20 da Oskar Shlemmer rivisitato in chiave circense, dove la meccanicità e il rigore geometrico delle ballerine ispirati ai movimenti non umani di burattini e marionette, sono abilmente evocati da minuziosi particolari come le calze dei soggetti inchiodate al pavimento che ne limitano, o comunque irrigidiscono, i movimenti. Nei meravigliosi successivi capitoli della trilogia, il fondo oro omaggia Klimt e i pittori russi evocando Tim Burton, mentre il blu guarda a Yves Klein e a Velasquez. Nelle due serie dedicate ai ritratti, quella di soli volti maschili si ispira alla fotografia di Diane Arbus e di Irina Ionesco, mentre il lavoro sul ritratto dei volti femminili è dedicato al Canto VII dell’Inferno Dantesco, quello in gran parte rivolto alla scarsa importanza delle ricchezze materiali, all’accidia ma soprattutto al peccato dell’avarizia, considerato da Dante la radice di tutti i mali del mondo e la causa prima del disordine politico e morale.

Blink Circus

Blink Circus ©Lorenzo Mastroianni

Blink Circus

Blink Circus ©Lorenzo Mastroianni

Blink Circus

Blink Circus ©Lorenzo Mastroianni

L’incredibile ricchezza di piccoli dettagli e infiniti particolari, ognuno con il suo preciso significato, esige l’uso di lenti d’ingrandimento per addentrarsi e in qualche modo fondersi con questo mondo surrealista e visionario, isolarsi e penetrare all’interno della fotografia stessa, in un tempo sospeso privo di ombre la cui atemporalità è amplificata da un’illuminazione bidimensionale che conferisce agli scatti un grande effetto pittorico. Solo entrando nell’immagine attraverso la lente si percepiscono i graffi che citano testualmente il grande maestro Witkin, i particolari fuori fuoco, le pareti scrostate, le gabbie per uccelli e particolari degli abiti fatti di reti e ventagli, le distorsioni, gli angoli smussati, le “imperfezioni” di stampa che scagliano direttamente chi guarda in un mondo surreale, temporalmente difficile da collocare, tuttavia traboccante di magia, illusione, provocazione, bellezza e meraviglia aprendo ad infinite possibilità di visione, di memoria, di emozione.

 

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Informazioni su Valentina Gallinari

Fondatrice di Octopus Art Magazine, è una storica dell'arte che ama la fotografia e i linguaggi artistici contemporanei. Laureata presso l'Università degli Studi di Perugia con una tesi su censura e trasgressione, continua ad approfondire le tematiche della violazione dei tabù, dell'universo simbolico dei rituali e a narrare tutto ciò che vale la pena di essere raccontato.
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