Roma segreta: viaggio nell’Antica Spezieria di Santa Maria della Scala

Antica Spezieria di Santa Maria della Scala

Antica Spezieria di Santa Maria della Scala

Nascosta tra i vicoli di Trastevere, l’Antica Spezieria di Santa Maria della Scala da quasi cinquecento anni custodisce i segreti di un’arte antica, quella della preparazione di miracolosi antidoti e rimedi 

Tra gli innumerevoli tesori nascosti custoditi dalla città eterna, l’Antica Spezieria di Santa Maria della Scala ne è senza dubbio uno dei suoi gioielli più preziosi. Situata nel cuore di Trastevere all’interno del convento dei Carmelitani Scalzi, si tratta della più antica farmacia d’Europa, il cui laboratorio galenico ha funzionato ininterrottamente dalla metà del Cinquecento fino al 1954, quando cioè i frati abbandonarono la produzione dei loro preparati e la farmacia chiuse definitivamente le sue porte al pubblico per divenire un piccolo museo, oggi visitabile solo su appuntamento. La spezieria venne istituita originariamente per soddisfare le necessità dei carmelitani che, secondo la regola dell’ordine, coltivavano nell’orto del convento le piante medicinali per curare la loro salute, ma quando alla fine del Seicento si decise di aprirla al pubblico, divenne in breve tempo così famosa e prestigiosa da guadagnarsi l’appellativo di “farmacia dei papi” poiché ricorrevano ai suoi preparati anche principi e cardinali.

Antica Spezieria di Santa Maria della Scala

Foto d’epoca dell’Antica Spezieria di Santa Maria della Scala

La conoscenza delle erbe officinali per la preparazione di medicamenti “miracolosi” da parte dei carmelitani arrivò a livelli tali che Fra Basilio istituì addirittura una scuola per tramandarne i preziosi saperi, realizzando inoltre il famoso Trattato delli Semplici, un rarissimo erbario di 240 pagine, tuttora conservato nella spezieria in cui vi sono descritte e illustrate decine di varietà di piante. Visitare questo luogo magico è un autentico viaggio tra mortai, distillatori, ampolle, antichi flaconi contenenti ancora le preparazioni originali, un luogo che rende perfettamente l’idea di come ci si curasse nel Seicento e quale fosse il livello di conoscenza medica del tempo. Tra i medicamenti preparati all’interno del laboratorio galenico che resero la spezieria un vero punto di riferimento vi era senza dubbio l’acqua antipestilenziale, un preparato che veniva utilizzato per proteggersi dalle malattie contagiose e di cui Fra Basilio non rivelò mai la formula; particolarmente richiesta era anche l’acqua di melissa, un particolare estratto di droghe da utilizzare contro l’isterismo e le convulsioni. Per secoli fu prodotta inoltre la theriaca, un antidoto contro il veleno di origine antichissima preparato con ben 57 ingredienti comprendenti anche la carne di vipera, in base all’antica credenza secondo cui un animale velenoso possedesse anche l’antidoto a quel veleno. In un grande vaso all’interno della sala delle vendite è ancora possibile sentire l’intenso odore di questa polvere dai sentori di mirra, zafferano, genziana, anice, cannella, cardamomo e tarassaco, ovvero solo alcuni degli ingredienti necessari alla composizione della theriaca, utilizzata addirittura fino alla metà del secolo scorso e di cui Marco Aurelio divenne dipendente. Tra bilance, ricettari e trattati originali, erbe essiccate conservate nelle scatole di legno di sandalo e ampolle ancora piene di miracolosi rimedi, si ha la sensazione di immergersi in un antico gabinetto alchemico, circondati da preparazioni originali esposte sul settecentesco bancone di legno come se la spezieria non avesse mai smesso di essere aperta al pubblico, conservando inalterato il suo incredibile fascino.

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Informazioni su Valentina Gallinari

Fondatrice di Octopus Art Magazine, è una storica dell'arte che ama la fotografia e i linguaggi artistici contemporanei. Laureata presso l'Università degli Studi di Perugia con una tesi su censura e trasgressione, continua ad approfondire le tematiche della violazione dei tabù, dell'universo simbolico dei rituali e a narrare tutto ciò che vale la pena di essere raccontato.
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